"Ci è stato impedito di presentare le liste"
Il Cav. tira dritto: scendiamo in piazza
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, parlando durante la conferenza stampa convocata nella sede del Pdl, ha detto che nella consegna delle liste "non vi è stata nessuna responsabilità riconducibile a nostri dirigenti al contrario di quello che si è voluto far credere. Ci è stato impedito di presentare le liste, con atti e comportamenti ben precisi. Con questa ricostruzione precisa, documentata, certificata noi faremo di nuovo ricorso e io sono sicuro che di fronte a questi fatti non potranno darci torto. Se così non fosse, sosterremo lo stesso la Polverini con la lista civica". Leggi L’Italia rapita (tragicommedia in tre atti) - Leggi Il Pdl sotto schiaffo elettorale abbandona le aule e sceglie la piazza
9 AGO 20

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, parlando durante la conferenza stampa convocata nella sede del Pdl, ha detto che nella consegna delle liste "non vi è stata nessuna responsabilità riconducibile a nostri dirigenti al contrario di quello che si è voluto far credere. Ci è stato impedito di presentare le liste, con atti e comportamenti ben precisi. Con questa ricostruzione precisa, documentata, certificata noi faremo di nuovo ricorso e io sono sicuro che di fronte a questi fatti non potranno darci torto. Se così non fosse, sosterremo lo stesso la Polverini con la lista civica. I nostri delegati del Pdl del Lazio sono arrivati in tempo e prima del termine previsto all'interno della cancelleria per presentare la liste con tutta la relativa documentazione. Fin dalle 11.40 erano davanti alla cancelleria. E sono rimasti lì fino alla gazzarra inscenata dai radicali".
Poi Berlusconi ha aggiunto: "E' stata una decisione grave quella di aver impedito la presentazione delle liste del Pdl. Una decisione priva di fondamento giuridico e determinata da un marchiano errore dell'ufficio circoscrizionale. E' stata violata la legge che riguarda la registrazione delle liste, perché i nostri delegati erano negli uffici entro l'orario stabilito, e poi sono state infrante anche le regole del buonsenso e verso di noi c'è stato un atteggiamento discriminatorio". E sulla sinistra: "Il comportamento della sinistra è stato ed è antidemocratico e meschino: noi ci saremmo comportati nel modo opposto. Gli daremo una lezione: i nostri avversari hanno un vantaggio indebito, ma vinceremo lo stesso". Il premier ha poi confermato la volontà di scendere in piazza il prossimo 21 marzo: "Noi non siamo abituati a protestare, sarà una manifestazione di proposta. Chiameremo i tredici candidati governatori a un patto".